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...gioia e allegrezza grande per coloro che Ti cercano! (Sal 69)
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Antonietta17

June 19

IL SIGNIFICATO DELLA VITA

Il significato della vita

 
luce nel buio

Un professore concluse la sua lezione con le parole di rito: "Ci sono domande?".

Uno studente gli chiese: "Professore, qual è il significato della vita?".

Qualcuno, tra i presenti che si apprestavano a uscire, rise.

Il professore guardò a lungo lo studente, chiedendo con lo sguardo se era una domanda seria. Comprese che lo era. "Le risponderò" gli disse.

Estrasse il portafoglio dalla tasca dei pantaloni, ne tirò fuori uno specchietto rotondo, non più grande di una moneta. Poi disse:

"Ero bambino durante la guerra. Un giorno, sulla strada, vidi uno specchio andato in frantumi. Ne conservai il frammento più grande. Eccolo. Cominciai a giocarci e mi lasciai incantare dalla possibilità di dirigere la luce riflessa negli angoli bui dove il sole non brillava mai: buche profonde, crepacci, ripostigli. Conservai il piccolo specchio. Diventando uomo finii per capire che non era soltanto il gioco di un bambino, ma la metafora di quello che avrei potuto fare nella vita. Anch'io sono il frammento di uno specchio che non conosco nella sua interezza. Con quello che ho, però, posso mandare la luce, la verità, la comprensione, la conoscenza, la bontà, la tenerezza nei bui recessi del cuore degli uomini e cambiare qualcosa in qualcuno. Forse altre persone vedranno e faranno altrettanto. In questo per me sta il significato della vita".

(Bruno Ferrero)


Anch’io voglio essere "specchio" per chi incontro, chiunque esso sia, affinché la Luce che da senso alla mia vita, illumini anche la sua…

Con amicizia
don dino

 

June 17

GRAZIE ...PER MARCO

MARCO P. N. 
Grazie, Gesù, per Marco
che ci hai dato PER SEMPRE...IN TE!
June 13

GRAZIE MARCO!


Marco

Ciao, sono Marco, parlare dell'esperienza di Loreto è difficile,
ma non perché non ci sia niente da dire,
anzi ci sono troppe cose da dire
e altre che a parole non si possono esprimere...
Il mio sacerdote mi ha fatto capire che Loreto
non deve essere soltanto:
«sono andato a Loreto», ma deve essere:
«sono andato ANCHE  a Loreto»,
quindi deve essere per me
l'inizio di un bel cammino che non deve finire qui...

Marco
________________________

Stramattina a Tindari,  come un fulmine, la notizia:

Un incidente: Marco è partito per il Cielo…

 

Non ho parole… aveva solo 20 anni…

perché è così dura accettare la morte di un giovane…?

 

Davvero un abisso di dolore

che solo un Abisso d’amore può colmare…

 

…voglio anch’io ricordarti così

e così portarti nel mio cuore:

 

con il tuo sorriso che è "mano tesa" verso tutti

con la tua voglia di vita e di radicalità senza compromessi,

con i tuoi occhi azzurri e "infiniti" come il mare

che hanno lasciato in modo indelebile

l' "impronta" del tuo straordinario passaggio

nella mia vita

e nella vita di tanti.

 

Grazie Marco!

                                                                    tuo p. dino

June 09

LA FALENA

LA FALENA

 

candela 

Un gruppo di falene uscì, come al solito, sull’imbrunire e dopo i convenevoli tradizionali: «Come va?... hai dormito quest’oggi?... non ci sono più le candele di una volta… allora, che si fa?», presero a ronzare vorticosamente attorno al loro lampione, che a quei tempi era ancora una fiammella alimentata ad olio.

Non facevano altro da un mese a questa parte, perché i loro genitori non avevano fatto altro durante la loro vita, e lo stesso i loro nonni e lo stesso avrebbero fatto i loro figli e via dicendo: così, insomma, da che mondo è mondo fan tutte le falene che si rispettino. Senza tante domande.

Ma non quella sera… Chiacchierando del più e del meno, una delle falene se ne uscì con una curiosità inaspettata:

«Noi continuiamo a svolazzare freneticamente attorno a questa “cosa” chiamata fiamma, ma noi, noi sappiamo davvero cosa essa sia?!».

«Assolutamente no!», risposero in coro le falene.

E fu come un’onda improvvisa che travolge tutto: furono irrimediabilmente prese dalla voglia di andare a vedere cosa fosse la fiamma! Si fece avanti una prima volontaria: prese la rincorsa e via in direzione della fiamma: il calore aumentava sempre più, finché impaurita decise di fare dietrofront e tornare dalle amiche, che ansiosamente la aspettavano.

«Allora, hai visto cos’è?».

«Ho sentito un grande calore — rispose la falena — ma poi sono tornata indietro».

Si fece avanti allora un’altra volontaria. Sfrecciò verso la fiamma, sentì il forte calore, ma quando gli si stavano cominciando a bruciacchiare le ali, se ne tornò indietro.

Fu la volta di una terza falena. Partì decisa verso la fiamma, sentì il calore aumentare, le ali che cominciavano a bruciarsi, la luce accecante, ma andò avanti. Finché entrò nella fiamma e fu un tutt’uno con essa: luce e calore!

 

Lei sola aveva davvero “conosciuto” cosa fosse mai il fuoco…

______________________________

 

Per chi desidera smettere di “girare attorno” alla sua vita e a Dio, e per chi vorrebbe farne un’esperienza finalmente autentica e profonda...

BUONA SETTIMANA

 
Con amicizia
don dino

 

 

June 02

AIUTAMI A DIRE Sì

Aiutami a dire sì

 

 PATTI - ALCARA 044

Ho paura di dire di sì, o Signore.

Dove mi condurrai?

Ho paura di avventurarmi,

ho paura di firmare in bianco,

ho paura del sì che reclama altri sì.

 

Eppure non sono in pace.

Mi insegui, o Signore,
sei in agguato da ogni parte.

Cerco il rumore perché temo di sentirTi,

ma Ti infiltri in un silenzio.

Fuggo dalla via perché Ti ho intravisto,

ma mi attendi
quando giungo in fondo alla strada.

Dove mi potrei nascondere? Ovunque T’incontro:

non è dunque possibile sfuggirti!

 

… Ma ho paura di dire di sì, o Signore

Ho paura di darTi la mano, Tu la tieni nella Tua.

Ho paura di incontrare il tuo sguardo,

Tu sei un seduttore.

Ho paura della tua esigenza,
Tu sei un Dio geloso.

Sono braccato, ma mi nascondo.

Sono prigioniero, ma mi dibatto,

e combatto sentendomi vinto.

Perché Tu sei il più forte, o Signore,

Tu possiedi il Mondo e me lo sottrai.

Quando tendo le mani per cogliere persone e cose, esse svaniscono ai miei occhi.

Non è una cosa allegra, Signore, non posso prendere nulla per me.

Avvizzisce tra le mie dita il fiore che raccolgo,

muore sulle mie labbra il sorriso che abbozzo,

mi lascia ansante ed inquieto
il valzer che ballo.

Tutto mi sembra vuoto,

tutto mi sembra vano,

hai creato il deserto intorno a me.

E ho fame, e ho sete.

Non mi potrebbe saziare il Mondo intero.

 

Eppure Ti amavo, o Signore;
che Ti ho dunque fatto?

Per Te lavoravo, per Te mi spendevo.

O gran Dio terribile, che vuoi dunque ancora?

 

«Piccolo, voglio di più per te e per il Mondo.

Prima conducevi la tua azione,

ma IO non so che farmene.

Mi invitavi ad approvarla,
M’invitavi a sostenerla,

volevi interessarMi al tuo lavoro.

Ma vedi, piccolo, invertivi le parti.

Ti ho seguito con gli occhi,

ho veduto la tua buona volontà,

ora IO voglio di più per te.

Non farai più la tua azione,

ma la volontà del tuo Padre celeste.

 

Di’: “sì”, piccino.

Ho bisogno del tuo sì,
così come ho avuto bisogno

del sì di Maria per venire sulla terra,

perché IO debbo essere nel tuo lavoro,

IO debbo essere nella tua famiglia,

IO debbo essere nel tuo quartiere,

e non devi esserci tu.

Il Mio sguardo penetra e non il tuo,

la Mia parola trasporta e non la tua,

la Mia vita trasforma e non la tua.

Dammi TUTTO, abbandonami TUTTO.

Ho bisogno del tuo sì per sposarti

e scendere sulla terra.

Ho bisogno del tuo sì

per continuare a salvare il Mondo!»

 

O Signore, ho paura della Tua esigenza,

ma chi Ti può resistere?

Affinché venga il Tuo regno e non il mio,

affinché sia fatta la tua volontà e non la mia,

aiutami a dire di SÌ.

  (Michel Quoist)


Non commento.

Solo un augurio:

il tuo, il mio sì, per amore!

 

Con amicizia

don dino

May 24

SOLENNITA' DEL CORPUS DOMINI

Gesù Eucaristia


PATTI - ALCARA 070 

Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”(Gal 3,28).

Tutti voi siete non solo una cosa ma uno!

In queste parole si sente la verità e la forza della rivoluzione cristiana, la rivoluzione più profonda della storia umana, che si sperimenta proprio intorno all’Eucaristia: qui si radunano alla presenza del Signore persone diverse per età, sesso, condizione sociale, idee politiche.

L’Eucaristia non può mai essere un fatto privato, riservato a persone che si sono scelte per affinità o amicizia. L’Eucaristia è un culto pubblico, che non ha nulla di esoterico, di esclusivo.

Anche qui, stasera, non abbiamo scelto noi con chi incontrarci, siamo venuti e ci troviamo gli uni accanto agli altri, accomunati dalla fede e chiamati a diventare un unico corpo condividendo l’unico Pane che è Cristo. Siamo uniti al di là delle nostre differenze di nazionalità, di professione, di ceto sociale, di idee politiche: ci apriamo gli uni agli altri per diventare una cosa sola a partire da Lui.

Questa fin dagli inizi è stata una caratteristica del cristianesimo realizzata visibilmente intorno all’Eucaristia, e occorre sempre vigilare perché le ricorrenti tentazioni di particolarismo, seppure in buona fede, non vadano di fatto in senso opposto.

Pertanto, il Corpus Domini ci ricorda anzitutto questo: che essere cristiani vuol dire radunarsi da ogni parte per stare alla presenza dell’unico Signore e diventare uno con Lui e in Lui.


(dall’omelia per il Corpus Domini di Benedetto XVI, 22 maggio 2008)


_________________________________________________

Gesù Eucaristia, dono d’amore,
facci uno in Te…
…rendici capaci di Te e, in Te,
facci, l’un per l’altro, pane di misericordia,
di gioia, di speranza…d’amore!

Grazie per essere rimasto tra noi!

Con amicizia
don dino

 

May 18

PER CAPIRE...DIO

La bambola di sale

 

 

foto - CURSILLO 011
Voleva a ogni costo vedere il mare.

Era una bambola di sale, ma non sapeva che cosa fosse il mare. Un giorno decise di partire. Era l'unico modo per soddisfare la sua esigenza.

Dopo un interminabile pellegrinaggio attraverso territori aridi e desolati, giunse in riva al mare e scoprì qualcosa di immenso, affascinante e misterioso nello stesso tempo.

Era l'alba il sole cominciava a sfiorare l'acqua, accendendo timidi riflessi e la bambola non riusciva a capire. Rimase lì impalata a lungo, solidamente piantata al suolo, con la bocca aperta. Dinanzi a lei, quella distesa seducente.


Si decise. Domandò al mare:

- Dimmi chi sei?

- Sono il mare.

- E che cos'è il mare?

- Sono io!

- Non riesco a capire, ma lo vorrei tanto. Spiegami che cosa posso fare.

- E' semplicissimo: toccami.

 

Allora la bambola si fece coraggio. Mosse un passo e avanzò verso l'acqua. Dopo parecchie esitazioni, sfiorò quella massa con un piede. Ne ricavò una strana sensazione. Eppure aveva l'impressione di cominciare a comprendere qualcosa.

 

Allorchè ritrasse la gamba, si accorse che le dita dei piedi erano sparite.

Ne risultò spaventata e protestò:

- Cattivo! Che cosa mi hai fatto? Dove sono finite le mie dita?

Replicò imperturbabile, il mare:

- Perché ti lamenti? Semplicemente hai offerto qualcosa per poter capire. Non era quello che chiedevi?

L'altra piatì:

- Si veramente, non pensavo... ma...

 

Stette a riflettere un po'. Poi avanzò decisamente nell'acqua. E questa, progressivamente, la avvolgeva, le staccava qualcosa, dolorosamente.

 

A ogni passo la bambola perdeva qualche frammento. Ma più avanzava più si sentiva impoverita di una parte di sè e più aveva la sensazione di capire meglio. Ma non riusciva ancora a dire cosa fosse il mare. Cavò fuori la solita domanda:

- Che cos'è il mare?

 

Un'ultima ondata inghiottì ciò che restava di lei. E proprio nell'istante in cui scompariva, perduta nell'onda che la travolgeva e la portava chissà dove, la bambola esclamò:

- Sono io!


_______________________

Questa vecchia favola
mi è ritornata alla mente ripensando
all’Abisso d’Amore che è il nostro Dio
...per capirLo bisogna
immergersi... perdersi in Esso
per ritrovarsi...

BUONA SETTIMANA!

 Con amicizia
don dino


May 14

L'UMILTA'

L’UMILTà


PATTI - GDG ALCARA 128
 

A un visitatore che si descriveva

come un cercatore della verità

il maestro disse:

«Se ciò che cerchi è la verità,

c’è una cosa che devi avere innanzitutto».

 

«Lo so. Una passione

travolgente per essa».

 

«No. Un’incessante disponibilità

ad ammettere che puoi avere torto».

 

(Anthony de Mello, Un minuto di saggezza, Paoline)

 

 

Sapere molte cose e non gustarle a che serve?

 

…«Non so!» è l’atteggiamento che ci rende capaci di gustare ciò che… sappiamo!

 

Con amicizia

don dino

 

 

 

May 12

IL MIO SI

 

VARIE4 326
 

Io sono creato per agire

e per essere qualcuno

per cui nessun altro è creato.

Io occupo un posto mio

nei consigli di Dio, nel mondo di Dio:

un posto da nessun altro occupato.

Poco importa che io sia ricco, povero,

disprezzato o stimato dagli uomini:

Dio mi conosce e mi chiama per nome.

Egli mi ha affidato un lavoro

che non ha affidato a nessun altro.

Io ho la mia missione.

In qualche modo sono necessario ai Suoi intenti,

tanto necessario al posto mio

quanto un arcangelo al suo.

Egli non ha creato me inutilmente.

Io farò del bene, farò il Suo lavoro.

Sarò un angelo di pace,

un predicatore della verità

nel posto che Egli mi ha assegnato

anche senza che io lo sappia

pur ch’io segua i Suoi comandamenti

e lo serva nella mia vocazione.

 

John Henry Newman


Che ciascuno di noi possa ascoltare il Suo richiamo:

«Tu sei importante per me!»
e rispondere generosamente:
«Eccomi!»

BUON TEMPO dello SPIRITO